Le proposte di Socialdema.org ad Agorà – seconda parte

Con un po’ di ritardo ( alcuni di noi sono impegnati nei vari consigli di classe di questo periodo) ecco le proposte che abbiamo avanzato lo scorso martedì:
1) dal bilancio sociale partecipato al bilancio culturale partecipato: in buona sostanza, si tratta di esportare il modello Puerto Alegre, già in essere per le politiche sociali (piani di zona, legge 328, gruppi di piano associazioni- scuole-asl-Municipalitá) per la programmazione decentrata e partecipata degli eventi culturali. Le cifre sarebbero le medesime impegnate in iniziative come Maggio dei Monumenti o Natale in Comune: a cambiare sarebbero le modalità di coinvolgimento dei territori chiamati a proporre e decidere insieme come indirizzare il budget destinato alla costruzione di eventi, tramite assemblee pubbliche in fasi analoghe a quelle istituzionalizzate con la L328, in un’ottica di formazione alla partecipazione e di responsabilità condivisa e più diretta rispetto ai meccanismi di rappresentanza municipale, un coinvolgimento che guarda a unità aggregative più piccole come le associazioni e i comitati rionali, un po’ sul modello degli antichi demoi ateniesi.
2) riprodurre il modello Jonathan-Indesit di contrasto alla devianza minorile, in più punti della città: un progetto in essere da 18 anni, nato dall’incontro di due realtà molto diverse tra loro per finalità e obiettivi: da una parte il mondo dell’intervento sociale a favore dei minori dell’area penale ed a rischio, principalmente attraverso una propria strategia di accoglienza nelle sue comunità residenziali, dall’altra il mondo del lavoro e della produzione di beni di consumo. Il reintegro di questi ragazzi avviene attraverso la rifondazione dello stare in relazione attraverso le regole che sono in primis quelle di una famiglia-comunità che sono diametralmente opposte a quelle del branco (si va dal dovere di apparecchiare la tavola alle uscite responsabili e al rispetto dei ruoli) per giungere alla consapevolezza delle regole e delle forme della Civiltà del Lavoro. http://www.progettojonathan.com/?idp=17
3) modificare i protocolli di intervento nel caso di occupazioni selvagge: un tema che richiede un’iniziativa dell’ANCI e di cui il Comune di Napoli dovrebbe farsi promotore per ti rispondere alla drammatica emergenza dei tanti, soprattutto anziani, che tornano a casa, magari dopo una degenza ospedaliera, e la chiave non gira nella serratura, i propri effetti personali ammassati fuori e persino le utenze di gas luce e telefono sono già state modificate dai nuovi occupanti che é impossibile scacciare. Un sistema che oramai consolidato, una nuova guerra tra poveri che avviene nel silenzio generale e che prima o poi porterà a violenze gravi o a casi di omicidio per la disperazione di chi non trova nessun appiglio legale per riottenere la propria abitazione; inoltre occorre riformare i meccanismi di inclusione nello “stato di famiglia”, vero cavallo di Troia della camorra nel sistema di compravendita di alloggi popolari di proprietà del comune che passano di mano in mano con la semplice modifica dei certificati di famiglia, tutelati e garantiti dai boss che non esitano ad usare la forza per imporre le loro tariffe sui passaggi di proprietà che non proprietà non sono formalmente, ma che lo diventano sostanzialmente grazie all’autoritá dell’Altro Stato (basti pensare alla reputazione che sul tema riuscì a costruirsi Ciro o’sindaco del clan dei Sarno, detto o’sindaco proprio perché dava la casa a chi lo richiedeva e pagava)
Piccola nota di orgoglio: apprendiamo dalla stampa che una delle proposte che abbiamo formulato due settimane fa nella prima plenaria di Agorá è già diventata delibera di indirizzo: ne siamo entusiasti e ci dimostra la volontà del Sindaco De Magistris a voler dare seguito concreto alle nostre proposte… 

http://ilmattino.it/napoli/politica/napoli_giunta_de_magistris_reddito_minimo_cittadinanza-1705853.html

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