Il PD apra tesseramento e fase Costituente, per dare voce anche a chi vuole un Governo con 5Stelle e LeU

 

Caro giovane, potenzialmente democratico,

non compagno ma solo per ragioni anagrafiche forse, che sei nato quando il muro era già caduto da un pezzo…
Certo che il PD deve stare all’opposizione, e ricordarsi come si fa, sará un grande sforzo per un partito di governo a vocazione maggioritaria, ma non vorrei che a furia di evocare il fascismo scelga l’aventino. Poi io tifo per un nuovo pd e una una costituente democratica (non le semplici primarie, ma soggetti cofondatori, più iscritti, più radicamento, più consenso).

Mi permetto di farlo perché siamo in tanti, cellule dormienti della democrazia, personale politico delle sezioni chiuse, che tornerebbero all’ovile in un partito nuovo.

Se Renzi può dettare la linea avendo perso la metà degli elettori del PD, perché non considerare queste elezioni come un esito congressuale con partito spaccato e la metà del partito/elettori che ti chiedono un’altra opzione?Perché non considerare chi ha votato 5stelle potenziali o delusi elettori del pd?

Perché non aprire il tesseramento, cercare nuovi e vecchi iscritti, cofondatori ed esperienze compatibili e lanciare una nuova fase costituente?
Perché non pensare la complessità e limitarsi alla semplicistica “opposizione in parlamento” …’tanto si incartano i 5s perché noi siamo i “meglio” e basta avere il nostro prodotto di qualità sul mercato che il cliente tornerà’.
Non tornerà.
L’elettore pd vuole innovazione, un prodotto innovativo da usare non (solo) per governare… Perché non sono (solo) le leggi che trasformano la società.
Il pd si é così ridotto nella dialettica interna e nel personale valido, che avete portato sul mercato politico un prodotto semplificato, un low cost (perché le sezioni e la democrazia interna avevano un costo, ma anche un ricavo in termini di militanti impegnati e mobilitabili) e poi vi chiedete se la semplificazione del messaggio valga per spiegare il fenomeno di questo voto.
Forse il fanatismo invasato, per voi inspiegabile, del popolo che vota 5stelle (non solo al sud dove il “se n’anna Ij” è ancora più inequivocabile) è per voi come il fenomeno dei sanculotti nella riv. francese, quelli per cui o é bianco o é nero. D’altronde è dalla bolognina che spiegate il mondo con le categorie della rivoluzione francese ( e anche LeU è andata prendere le due paroline della costituzione del 1791 -poi cancellate in quella del 1795 per darsi un nome… ).
Forse avete ragione, forse sono sanculotti e lo schema é quello, allora… Forse forse serviva, serve un “calmiere”… Forse il reddito di cittadinanza di Bassolino in Regione Campania non era un’esperienza da sottovalutare. Forse piuttosto che aspettare che falliscano le promesse altrui si potrebbe ricostruire la propria agenda di programma.
Sulle promesse, in sistema proporzionale gioca la necessità dell’accordo e dunque Di Maio potrà sempre dire che per attuare tt il programma sarebbe servito avere almeno la metà del parlamento (lo si dirà) e dunque aspettare che 5s si incarti e non mantenga le promesse é infantile quando salire a casa a metà pomeriggio portandosi il pallone.
D’altronde il reddito di cittadinanza era un’invenzione della sinistra di governo dei miei tempi, anche con qualche sperimentazione dicevo in epoca bassoliniana e i distinguo dell’allora sinistra giovanile sul reddito minimo di inserimento attivo… Allora? Allora la parola al sud deve essere data innanzitutto ai militanti e dirigenti allontanatisi dal partito, a loro che forse potevano avere ragione sulle opzioni, sulla linea, sul modello.
Prima a loro dovreste telefonare. Per rispetto, se non altro.
Poi agli elettori che vi hanno votato per decenni e questa volta no. E voi li chiamate fascisti, pazzi, incoerenti.
Un laboratorio meridionale della sinistra, che fosse ancora capace di proporsi l’analisi del voto e progettare un programma di conquista del consenso al sud, potrebbe e dovrebbe mettere il reddito di cittadinanza in agenda politica, magari curvato sul reddito di inserimento attivo e semplicemente starci. Perché? Perché l’80 percento dell’Italia votante ha paura del futuro e del presente e chiede sicurezza, perché in primis sente di non avere sicurezza sociale (redditi, pensione, sanità- e anche la scuola giusta per i figli è un po’ un terno al lotto e speriamo che me la cavo).
Tra chi sente il futuro come minaccia spiccano i giovani, e non è che dargli 500 euro a 18 anni risponda al problema. La loro risposta, intascarlo e non votare Renzi, come quella degli insegnanti, 100000 assunzioni e non votare Renzi, come quella di Salerno e la Campania a De Luca (1mld di investimenti nei prossimi anni e non votare pd) dimostrano secondo me un livello di emancipazione non negoziabile.
Si è rotto il patto della prima repubblica, il ‘fammi fare che vai bene pure tu’ (in politica lo si chiama familismo amorale, cerca su Google, ma già se vedi “quo vado” di Checco Zalone capisci molto).
Ora, caro giovane potenzialmente democratico, incontrerai molta base di sinistra incazzata che saluterà al mattino con la frase “e mo’ voglio vedere, ora mio nipote vuole 1600 euro, glielo avete promesso”
Non perderci tempo, sono delusi e traditi da una politica che avevano imparato ad apprezzare e che gli sembrava un riformismo moderno e con accettabili contraddizioni, rassicurante con il suo antifascismo e il socialismo dei valori ma non dei programmi… Non ci ragionerai, come non ci ragionerai con quei grillini no vax, cospirazionisti e vaffadeisti della prima ora. Guarda piuttosto alla triade Di Maio, Diba e Grillo e cerca di scoprire lo schema di gioco. Facemmo così nel 1994 e comprendemmo lo schema di Forza Italia costruito con le risorse umane di Publitalia (su questo, guarda la fiction Sky 1992 seguendo il ruolo interpretato da Stefano Accorsi).

Insomma ti ho dato un po’ di film da vedere e non perdo il vizio di assegnarti compiti, forse… Forse i compiti li deve fare il pd, forse invece i compiti ora deve farli 5s, e la risposta di Zanda a Renzi (che se ne va garantendosi uno spazio di manovra e imponendosi ancora) dovrebbe farci capire che l’ala dc del pd è sensibile e risponde.
La sinistra?
La sinistra ha chiuso le sezioni quando la gente invece era disponibile all’impegno e alla partecipazione attiva, alle battaglie di principi, ha fatto leggi encomiabili sul Foia e la trasparenza amministrativa ma non riesce a cacciare i mercanti dal suo tempio, dai suoi momenti sacri e fondativi come le primarie o come le amministrazioni locali. Non riesce a fare le primarie al sud e si propone come modello democratico al sud. Preferisce lamentarsi, la sinistra, che il paese ha perso la capacità di pensare ed esprimere la complessità, di mantenere saldi valori e principi degni di un paese civile e comprende solo ora, la sinistra, che la sbornia -che Umberto Eco rimpiangeva quando si limitava alle esternazioni da bar e non sentenziava sui social network- non è affatto finita con la fine del Berlusconismo (se è davvero finito).
In Italia – anche se lo ammetteva Reichlin già 10 anni fa – solo oggi i Riformisti cominciano a capire che la posta in gioco non era e non è la governabilità (i poteri del premier) ma la crisi della democrazia, non la sola riforma dei sistemi elettorali ma la partecipazione politica organizzata: di questa crisi, la sconfitta del partito democratico si è rivelato solo come l’ultimo fenomeno.
Giovane potenzialmente democratico,
raccoglila tu l’idea di Grillo di candidarsi alle primarie…
Lanciala tu la sfida di Una costituente +PD… +Pluralismo Democratico, una koinè di comunità e gruppi “colleghi” e in connessione, dove il rispetto reciproco delle soggettività politiche diventi un organismo che dialoga con se stesso, un laboratorio politico che progetti la rotta per un riscatto capace di coinvolgere ed entusiasmare in primis quel Mezzogiorno che ha scelto 5 stelle.
Giovane potenzialmente partito democratico, diventa ciò che sei.+pd

 

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